PHEMO

€1.500,00



- Cosa sono Polifemo e Phemo: sono risonatori acustici passivi, sfruttano il noto pricipio fisico di Helmoltz, ma con alcuni aspetti esclusivi ed innovativi: 1) accurato sistema per regolare la frequenza di risonanza;
2) regolazione per modificare il fattore Q del risonatore (solo su Polifemo);
3) facile posizionamento e rotazione in ambiente;
4) struttura trasparente per un look meno intrusivo
e più accettabile dall’acquirente (si vede il colore del muro dietro di loro);
5) totale neutralità acustica della superficie esterna diffondente.

- Cosa fanno Polifemo e Phemo: sono efficienti da 25 fino a 60Hz, ma sono evidenti mi- glioramenti fino ad oltre 650Hz. Polifemo e Phemo hanno una “automatica” capacità di intercettare “boom” risonanti NON articolati che si manifestano tra i 25 ed i 60Hz (tipico fenomeno delle sale d’ascolto prive di qualsiasi tipo di trattamento acustico); in questi casi eessi riducono l’energia del boom e lo rendono più articolato. Al contrario, se nella sala d’ascolto c’è una buona distribuzione dell’energia sonora,

Polifemo e Phemo mostrano un “intelligente” effetto equalizzativo, restituendo maggiore energia ed artico- lazione specialmente negli intervalli di frequenza ove il suono risulta depresso. Quindi, Polifemo e Phemo lavorano PRINCIPALMENTE sul BILANCIAMENTO TONALE e poi sull’articolazione. Traducendo in percezioni d’ascolto: Polifemo e Phemo producono un chiaro allargamento dello spazio acustico, per via della migliore risoluzione a bassa frequenza; sono evidenti miglioramenti di come le medie ed alte frequenze “gal- leggiano” sulle basse; il suono guadagna realismo, micro-informazioni e velocità.

 

Posizionamento

1) Nella maggioranza dei casi provati, Polifemo e Phemo hanno fornito le migliori performance generali (efficacia alle basse frequenze, equilibrio tonale, larghezza e profondità dell’immagine sonora, focalizza- zione) posizionati lungo le pareti laterali nel punto più vicino al diffusore. In genere sono perciò necessari due dispositivi in ambienti regolari. Uno o due in quelli irregolari.

2) La posizione lungo la parete dietro ai diffusori (area della prima riflessione posteriore), hanno offerto ottimi risultati. Rispetto alla posizione precedente, frequentemente si osserva una risposta più interessante in termini di dinamica, però con un più complesso controllo in termini di bilanciamento tonale.
In posizione 1 o 2 Polifemo e Phemo restituiscono energia alle aree di frequenza depresse, andando a “ri- empire le valli” su una vasta area di frequenze ( ben oltre 300 Hz), re-distribuendo l’energia in eccesso dei “picchi”.

3) Posizionati negli angoli, i risonatori offrono un’azione più potente sul controllo dei “picchi” e dei “boom” risonanti, ma significativamente meno marcata sulla re-distribuzione dell’energia. Perciò la loro azione di equalizzatore è inferiore e il set-up più difficile.

4) Posizionati al centro della parete posteriore ai diffusori, Polifemo o Phemo possono offrire ottimi o pessimi risultati sia come controllo delle basse frequenze che sull’immagine sonora: dipende dalla distribu- zione dell’energia acustica della stanza, dal tipo e dal posizionamento dei diffusori utilizzati. Vedi punto 6.

5) Posizionati alla mezzeria delle pareti lunghe, Polifemo e Phemo ottengono buoni effetti sulle basse fre- quenze con aumento di controllo e di dinamica.

6) IMPORTANTE: sia in stanze regolari, ma soprattutto in quelle irregolari, il punto della stanza migliore dove disporre un Polifemo od un Phemo, è SEMPRE quello dove si avverte “ad orecchio” un “accumulo” di bassi; energia tumultuosa e confusa alle basse frequenze chiaramente avvertibile in un punto o più della sala, che si riduce drasticamente spostandosi di qualche decimetro. Spesso si tratta di aree circoscritte che possono essere facilmente scoperte andando in giro per la stanza “con le orecchie aperte” durante la ripro- duzione di un disco ricco di basse frequenze.

 

Posizionamento

1) Nella maggioranza dei casi provati, Polifemo e Phemo hanno fornito le migliori performance generali (efficacia alle basse frequenze, equilibrio tonale, larghezza e profondità dell’immagine sonora, focalizza- zione) posizionati lungo le pareti laterali nel punto più vicino al diffusore. In genere sono perciò necessari due dispositivi in ambienti regolari. Uno o due in quelli irregolari.

2) La posizione lungo la parete dietro ai diffusori (area della prima riflessione posteriore), hanno offerto ottimi risultati. Rispetto alla posizione precedente, frequentemente si osserva una risposta più interessante in termini di dinamica, però con un più complesso controllo in termini di bilanciamento tonale.
In posizione 1 o 2 Polifemo e Phemo restituiscono energia alle aree di frequenza depresse, andando a “ri- empire le valli” su una vasta area di frequenze ( ben oltre 300 Hz), re-distribuendo l’energia in eccesso dei “picchi”.

3) Posizionati negli angoli, i risonatori offrono un’azione più potente sul controllo dei “picchi” e dei “boom” risonanti, ma significativamente meno marcata sulla re-distribuzione dell’energia. Perciò la loro azione di equalizzatore è inferiore e il set-up più difficile.

4) Posizionati al centro della parete posteriore ai diffusori, Polifemo o Phemo possono offrire ottimi o pessimi risultati sia come controllo delle basse frequenze che sull’immagine sonora: dipende dalla distribu- zione dell’energia acustica della stanza, dal tipo e dal posizionamento dei diffusori utilizzati. Vedi punto 6.

5) Posizionati alla mezzeria delle pareti lunghe, Polifemo e Phemo ottengono buoni effetti sulle basse fre- quenze con aumento di controllo e di dinamica.

6) IMPORTANTE: sia in stanze regolari, ma soprattutto in quelle irregolari, il punto della stanza migliore dove disporre un Polifemo od un Phemo, è SEMPRE quello dove si avverte “ad orecchio” un “accumulo” di bassi; energia tumultuosa e confusa alle basse frequenze chiaramente avvertibile in un punto o più della sala, che si riduce drasticamente spostandosi di qualche decimetro. Spesso si tratta di aree circoscritte che possono essere facilmente scoperte andando in giro per la stanza “con le orecchie aperte” durante la ripro- duzione di un disco ricco di basse frequenze.

Avendo due Polifemo oppure due Phemo disposti, ad esempio, in corrispondenza della proiezione sulle pareti laterali dei diffusori, cioè disposti simmetricamente a muro, uno a destra e l’altro a sinistra dei rispettivi diffusori, non è affatto scontato che il loro set-up debba essere il medesimo: al contrario spesso abbiamo riscontrato la necessità di un diverso set-up dei due congegni da un lato rispetto a quello opposto.

Ovviamente è possibile regolare finemente l’apertura del tubo di raccordo inferiore mediante misura- zioni strumentali, usando un fonometro invece delle orecchie.

2) Regolazionedell’iride.

L’iride va inteso come ......un altoparlante “passivo” e la manopola che ne regola l’apertura come... una manopola del volume !
Con l’iride tutto aperto, Polifemo risuona più forte e più ...aperto, più chiaro.
Con l’iride chiuso, Polifemo lavora esclusivamente alle frequenze basse inferiori ed è privo di azione alle frequenze più alte.

L’apertura dell’iride cambia, ad esempio, la dimensione di spazio della scena sonora e la tonalità delle voci.
Utilizzando abilmente l’apertura dell’iride di due Polifemo posti dietro o di lato ai diffusori, è possibile correggere asimmetrie della scena sonora e scivolamenti di fase fra lato destro e sinistro della stanza, rendendo il suono più solido e “veloce” .

La regolazione dell’apertura dell’iride influenza ovviamente anche la risposta alle basse frequenze. Tuttavia la regolazione principale della frequenza di risonanza viene effettuata con la regolazione alla base. Effettuata questa, si avrà l’iride tutto aperto o tutto chiuso. Partendo da una di queste due situa- zioni e con Polifemo ruotato in modo che l’iride sia rivolto verso l’ascoltatore, ruotare la manopola dell’iride di ciascun Polifemo per ottenere la tonalità e l’energia che si desidera avere da quel lato della scena sonora. E’ consigliabile procedere per gradi, ascoltando un disco ben conosciuto, con voce centrale stabilmente focalizzata.

3) Regolazione dell’inclinazione della membrana interna a paletta

Mentre l’iride ha un’influenza a larga banda, l’inclinazione della paletta interna agisce fra i 150 e 250 Hz.
In sostanza essa rende più o meno libero il movimento dell’aria che oscilla entro Polifemo. Con la paletta orizzontale il suono si fa più secco ed asciutto. Con la paletta verticale il suono è più rotondo e “riverberato”. Ogni “via di mezzo” è consentita: essa dipende dai gusti dell’ascoltatore.

Si consiglia di iniziare il set-up con la paletta verticale (perpendicolare al pavimento).

4) Orientamento

Trovata la giusta apertura alla base del dispositivo e dell’iride, trovata l’inclinazione della paletta che più aggrada, un’importante momento del set-up di Polifemo è la sua rotazione rispetto al punto d’ascolto e alle pareti circostanti.
Essa determina la velocità di risposta delle basse frequenze e in
fluenza l’immagine sonora ed il fuoco. Poniamo il caso di un Polifemo disposto lungo la parete laterale.

In genere con l’iride diretto verso la parete limitrofa, il timing aumenta e le basse frequenze divengono più asciutte. L’immagine sonora si allarga.
Con l’iride puntato verso l’ascoltatore il suono si fa più forte, energico, ma con bassi più rotondi, meno secchi e la scena sonora si fa più in avanti e più marcata la sensazione di “suono addosso”.

Con l’iride puntato verso i diffusori aumenta la sensazione di fuoco . L’energia si comporta come nel caso precedente.
Con l’iride puntato verso l’angolo dietro i diffusori la scena sonora acquista un maggior respiro con marcato aumento della profondità. In genere anche il timing delle basse frequenze è migliore e l’ener- gia alle basse frequenze è più controllata.

 

 

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