Musica liquida (parte prima)

Musica liquida, cos’è, come si usa e perché (parte prima)

La locuzione musica liquida è un neologismo utilizzato in riviste di musica, Hi-Fi, informatica, tecnologia e sul World Wide Web per indicare quella porzione della musica fruibile senza supporto fonografico tradizionale (CD, vinile, nastro). Fonte Wikipedia

Questo breve articolo introduttivo nasce da alcune considerazioni che Stefano ed io, in questi ultimi periodi, ci siamo scambiati. Abbiamo notato che ciò che per noi è la quotidianità del modo di ascoltare musica oggi, per molti resta invece qualcosa di lontano, indefinito, persino difficile, mentre la realtà è molto diversa. Spesso il pubblico audiofilo, specialmente se ha una certa età, è restio a cambiare le proprie abitudini, restando un po’ disorientato dal fatto che si passa dalla materialità di un dischetto di plastica o vinilico alla “impalpabilità” della musica liquida. Qualcuno poi teme la tecnologia moderna necessaria alla fruizione senza considerare che oggi basta sapere utilizzare uno smartphone e ci riesce persino mio padre di 85 anni… Smettiamo quindi di trovare scusanti inopportune e vediamo in cosa consiste questa misteriosa musica liquida.

Un tempo la fruizione della musica poteva essere veicolata al pubblico solo tramite supporti fisici standardizzati, cioè nastri e vinili nell’epoca analogica e cd/sacd in quella digitale. Con la nascita del digitale la musica comincia ad essere archiviata in origine sotto forma di bit e oggi tutto il materiale originale risiede su hard disk. Anche ciò che era analogico è stato riversato in digitale e questo per garantire la salvaguardia delle “vecchie” registrazioni in quanto il materiale originale, quasi sempre su nastro, subisce inevitabilmente lo scorrere del tempo e si deteriora a causa di esso. 

Quello che ascoltiamo oggi dai supporti fisici e dalla nascita del digitale altro non è che una riduzione del materiale archiviato dalle case produttrici. Questo viene adattato e compresso per occupare il supporto di destinazione, vinile o cd, quindi inutile arrampicarsi sugli specchi affermando che suonino meglio quei supporti, possiamo però sempre affermare che li preferiamo perché ancorati alle nostre convinzioni o perché assuefatti da quel tipo di suono. Anche ascoltare la radio in auto può essere piacevole perché appunto viene ridotto il messaggio all’interno di certe frequenze, quelle a noi più care, le medie; gli estremi se ne sono andati per via delle caratteristiche della trasmissione radio.

Quindi rispondiamo al primo quesito, cioè cos’è la musica liquida, ovvero la forma più vicina, se non la medesima, per usufruire del messaggio sonoro originale nel modo più integro possibile, senza adattamenti e riduzioni per entrare in un supporto fisico più stretto. Ecco che con questo abbiamo già la risposta al terzo quesito, cioè al “perché”. Perché vogliamo usufruire della migliore qualità disponibile. 

Ora veniamo alla parte del come si usa, o meglio, cosa serve per usufruire della musica liquida.

Configurazione base:

-un abbonamento di streaming, Qobuz o Tidal 
-un DAC/streamer, quindi con accesso alla rete
-uno smartphone o tablet

Cosa otteniamo con la configurazione base? Una riproduzione che può tranquillamente vedersela con lettori cd di alto livello.

Configurazione evoluta audiophile:

alle stesse tre condizioni della configurazione base aggiungiamo un computer/nas e un player audio evoluto. 

Cosa si ottiene con questa configurazione? Una riproduzione che va al di là dei confini finora conosciuti. Scordatevi i vostri standard da riproduzioni meccaniche edulcorate, stese sul filo dei panni, perché qui si entra in una terza dimensione che sarà apprezzata da chi ricerca soundstage, correttezza timbrica e ariosità.

Ora, entriamo nel dettaglio della configurazione base. 

-Qobuz o Tidal, il cui costo annuo è pari a comprarsi un cd al mese circa, offrono la possibilità di ascoltare tutti i dischi commerciali, quando, quanto e dove volete. Hanno tutte le nuove uscite e senza dannarsi a cercarle su supporto fisico che è sempre più latitante e caro, offrendo pure i files in alta risoluzione.

-Il DAC/streamer spesso è già presente nelle nostre case ma non lo sfruttiamo adeguatamente. Magari abbiamo solo un DAC, in questo caso basta aggiungere lo streamer.

-uno smartphone o tablet… beh, chi non ce l’ha oggi??? Su questo dispositivo installeremo una app che si occuperà di mandare in riproduzione la nostra musica allo streamer. 

Più facile a farsi che spiegarlo.

La configurazione evoluta; cosa serve e offre oltre a quella base?

Con la configurazione evoluta aggiungiamo al sistema base un computer o un NAS adeguato su cui installeremo un player, cioè un programma specifico per la riproduzione musicale.

Con la configurazione evoluta avremo la possibilità , oltre alle funzionalità di quella base, di usufruire anche di un sistema di archiviazione in locale dei nostri files, rippati o acquistati online. Così, oltre a poter accedere allo sterminato catalogo dei servizi di streaming potremo anche accedere ai nostri dischi personali archiviati nel corso del tempo.

Un tablet alla fine sarà il perfetto abbinamento su cui installare il “telecomando” cioè quell’app che dialogherà col programma installato nel nostro computer/NAS.

Per ora ci limitiamo ad aver offerto una panoramica generica sull’argomento mentre nel prossimo episodio entreremo più nello specifico delle possibili soluzioni hardware/software per soddisfare chi voglia saperne di più. A presto…

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